L'SPF risponde a una sola domanda: ti scotterai? È una domanda utile, ma non è la scottatura a invecchiare la pelle in silenzio. I raggi che degradano il collagene, rendono meno definito il profilo del viso e scuriscono le macchie nel corso degli anni sono gli UVA, e l'SPF non li misura affatto. È proprio questo il vuoto che tutte le altre diciture su un solare cercano, in modo un po' confuso, di colmare.
Il problema è che nel mondo non ci si è mai messi d'accordo su un unico modo di classificare gli UVA. Così i solari riportano un alfabeto sparso (PA, PPD, «ad ampio spettro», un piccolo logo UVA dentro un cerchio) che indica sempre la stessa metà mancante della protezione. Decifrarli è meno complicato di quanto sembri, una volta capito che rispondono a una sola domanda in quattro dialetti regionali.
Il riassunto di un dermatologo sta tutto in poche parole: «B come bruciatura, A come anni». L'SPF copre la B. Tutto quello che segue è il modo in cui l'etichetta ti parla della A.
In breve. L'SPF misura solo gli UVB (le scottature); gli UVA, i raggi dell'invecchiamento, si valutano a parte: ad ampio spettro (USA, superato/non superato, lunghezza d'onda critica di almeno 370 nm), il cerchio UVA (UE, protezione UVA pari ad almeno un terzo dell'SPF) oppure da PA+ a PA++++ (Asia, graduato secondo il test PPD). Un numero SPF da solo è mezzo solare. Cerca sull'etichetta il segnale UVA corrispondente, insieme a un SPF di 30 o più.
Gli UVB hanno una lunghezza d'onda più corta e più energetica, che brucia la superficie: è il territorio dell'SPF. Gli UVA sono più lunghi (circa 320–400 nm), penetrano più in profondità e guidano il fotoinvecchiamento: rughe, perdita di tono e macchie. Contribuiscono anche al rischio di tumori della pelle, indipendentemente dagli UVB. Un solare con SPF alto e nessuna garanzia sugli UVA sorveglia la porta d'ingresso e lascia aperta quella sul retro.
Negli Stati Uniti «broad spectrum», ad ampio spettro, è un'indicazione superato/non superato basata su un test di laboratorio specifico. Il solare viene esposto a raggi UV di diverse lunghezze d'onda e la lunghezza d'onda critica (il punto sotto il quale avviene il 90% del suo assorbimento UV) deve essere di almeno 370 nm per ottenere la dicitura. In parole semplici: «ad ampio spettro» certifica che il filtro assorbe su una banda abbastanza ampia da contare come protezione UVA. Non ti dice quanto è forte quella protezione, solo che ha superato la soglia.
L'Europa (e l'Australia) richiedono quella lunghezza d'onda critica di 370 nm più il cerchio UVA, la piccola scritta «UVA» dentro un anello. Quel logo porta con sé una promessa precisa: la protezione UVA del solare è pari ad almeno un terzo del suo SPF. Quindi un SPF 30 con il cerchio UVA garantisce un fattore di protezione UVA di almeno 10. È una soglia minima, non un valore esatto, ma lega la forza contro gli UVA all'SPF che già vedi.
Il sistema asiatico è il più dettagliato. PA («Protection Grade of UVA») è nato in Giappone e compare sotto forma di segni più, da PA+ a PA++++: più segni, più protezione UVA. Si basa su un test chiamato PPD (Persistent Pigment Darkening), che misura quanti UVA in più servono perché la pelle si abbronzi attraverso il solare rispetto alla pelle nuda. In linea di massima:
| Classe | Intervallo PPD | Protezione UVA |
|---|---|---|
| PA+ | da 2 a <4 | Parziale |
| PA++ | da 4 a <8 | Moderata |
| PA+++ | da 8 a <16 | Alta |
| PA++++ | 16+ (nessun limite superiore) | Molto alta |
Il limite da dire onestamente: il punteggio PPD non è standardizzato con precisione, quindi un PA++++ ti dice che la protezione è almeno molto alta, ma non puoi sapere se il suo PPD reale è 16 o 40. E poiché la FDA statunitense non riconosce il metodo PPD, i solari americani riportano raramente una classe PA, anche quando la meriterebbero.
| La dicitura | Cosa promette |
|---|---|
| SPF (un numero) | Solo protezione UVB / dalle scottature: non dice nulla sugli UVA |
| Ad ampio spettro | Superato/non superato: il filtro assorbe gli UVA fino a una lunghezza d'onda critica di almeno 370 nm |
| UVA nel cerchio (UE) | La protezione UVA è almeno ⅓ dell'SPF |
| Da PA+ a PA++++ | Forza UVA graduata dal test PPD; PA++++ = molto alta |
La lettura pratica: un numero SPF da solo è mezzo solare. Da qualunque parte arrivi il tuo prodotto, cerca il segnale UVA corrispondente («broad spectrum» negli USA, ampio spettro più cerchio UVA in UE, oppure PA+++/PA++++ sulle etichette asiatiche) insieme a un SPF di 30 o più. Il numero e le lettere rispondono a due domande diverse, e ti servono entrambe le risposte.
Che differenza c'è tra SPF e PA? L'SPF misura la protezione dagli UVB (scottature); il PA misura la protezione dagli UVA (invecchiamento). Valutano due tipi diversi di radiazione ultravioletta, ed è per questo che un buon solare ha bisogno sia di un SPF solido sia di un indicatore UVA.
Cosa significa PA++++? È la classe UVA più alta del sistema PA asiatico, corrispondente a un valore di Persistent Pigment Darkening (PPD) pari o superiore a 16. Più segni più significano più protezione UVA; il PA++++ non ha un limite superiore.
Cosa garantisce davvero la dicitura «ad ampio spettro»? Negli Stati Uniti è un risultato di laboratorio superato/non superato: il solare assorbe gli UV fino a una «lunghezza d'onda critica» di almeno 370 nm, il che certifica una copertura UVA significativa. Non indica quanto sia forte quella copertura.
Cos'è il cerchio UVA sui solari europei? Il logo UVA dentro un cerchio significa che la protezione UVA del prodotto è pari ad almeno un terzo del suo SPF. Un SPF 30 con il cerchio ha un fattore di protezione UVA di almeno 10.
Perché i solari americani non riportano una classe PA? Perché la FDA statunitense non riconosce il test PPD su cui si basa il sistema PA. I prodotti americani usano invece la dicitura «broad spectrum» per segnalare la protezione UVA.
Un SPF alto basta da solo? No. L'SPF riguarda solo gli UVB. Senza una garanzia UVA (ampio spettro, cerchio UVA o classe PA), un prodotto con SPF alto ti lascia esposto ai raggi più responsabili dell'invecchiamento e di parte del rischio di tumori della pelle.
Questo articolo ha scopo educativo e spiega come vengono testate e definite le diciture della protezione solare; non è un consiglio medico. Per dubbi sui danni da sole o sul rischio di tumori della pelle, rivolgiti a un dermatologo.
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